Gli OEM intelligenti plasmano una supply chain più intelligente

Teoricamente è molto sensato pensare a una gestione proattiva del rischio e alla resilienza delle supply chain, ma per molte aziende questi concetti basilari si sono persi nel vortice della routine. Covid-19, restrizioni commerciali, richieste mutevoli, caos logistico e carenza di autisti hanno portato al centro dell'attenzione la necessità di resilienza della supply chain.

Fortunatamente, le tecnologie digitali che supportano la supply chain hanno fatto molta strada e il passaggio all'Impresa 4.0 sta finalmente entrando nel vivo. Le sfide e l'imprevedibilità degli ultimi anni hanno costretto il settore a guardare alla supply chain in modo nuovo, con l'obiettivo di aumentarne la resilienza.

Il passaggio alle reti di approvvigionamento

Per mitigare le potenziali interruzioni, le supply chain devono passare da un approccio lineare al concetto di rete (Figura 1).1 Si tratta di un approccio ecosistemico più proattivo mirato a incoraggiare la collaborazione tra i vari settori per identificare le possibili interruzioni e per determinare dove potrebbero verificarsi. Creando collegamenti multipli tra i vari nodi, si riduce la probabilità che un punto di avaria singolo possa far crollare tutta la supply chain.

Figura 1: Le supply chain stanno passando da un approccio lineare a uno di rete, con ecosistemi collaborativi che identificano le perturbazioni in corso e il momento in cui devono verificarsi. (Immagine per gentile concessione di HFS Research, 2022)

Sfruttare la tecnologia e le promesse dell'Impresa 4.0

La mancanza di tecnologie per tracciare la comunicazione della supply chain ha stimolato la nascita del tradizionale approccio lineare. La tecnologia digitale supporta un modello molto più interconnesso, permettendoci di entrare nella nuova era della produzione: Impresa 4.0. Detta anche la quarta rivoluzione industriale, Impresa 4.0 è un'espressione che indica lo smart manufacturing e un processo che integra una serie di tecnologie nel modo in cui le aziende producono, migliorano e distribuiscono i loro prodotti. La supply chain fa ovviamente parte di questo contesto, in quanto si estende tra l'impianto di produzione e i suoi partner (Figura 2).2

Figura 2: Il settore manifatturiero e le supply chain associate esistono sin dal XIX secolo, ma la versione moderna - Impresa 4.0 - è pilotata dall'uso intelligente dei dati per migliorare l'efficienza, la resilienza e i risultati dei processi. (Immagine per gentile concessione di Counterpoint Technology Market Research)

Per funzionare, le fabbriche intelligenti si affidano a sensori, processori a basso consumo, connettività cablata e wireless, software integrati e robotica. Un potente mix destinato a raccogliere e analizzare un'ampia gamma di dati provenienti da fonti interne ed esterne il cui obiettivo è quello di prendere decisioni più intelligenti o addirittura automatizzarle.

Attingendo ai dati operativi dai sistemi di pianificazione delle risorse aziendali (ERP), dalla supply chain e da altri sistemi aziendali, gli OEM possono vedere e reagire a informazioni che prima erano nascoste in meandri inaccessibili. Alcuni sistemi raccolgono anche dati relativi al rischio da fonti esterne, ad esempio da siti meteo o di notizie. Il risultato finale è una catena del valore più flessibile che mai, oltre che sempre più efficiente e trasparente da cui guadagna in primis il processo decisionale.

Una manciata di tecnologie promettenti

L'evoluzione e la crescente ubiquità di alcuni componenti chiave hanno reso questa visione della supply chain una realtà per coloro che si muovono per adottare l'Impresa 4.0 in modo aggressivo. Tra questi ci sono:

  • Internet delle cose (IoT): l'utilizzo di Internet delle cose (IoT) nella gestione della supply chain consente ai partner logistici di raccogliere e utilizzare i dati per migliorare la gestione dell'inventario, il trasporto e la risposta agli incidenti. I modelli di apprendimento automatico sono molto utili per creare soluzioni di gestione delle forniture avanzate e reattive, in grado di prevedere i colli di bottiglia, risparmiare tempo e denaro e accelerare i tempi di risposta agli incidenti. Con un utilizzo oculato, è possibile prevedere e affrontare gli incessanti cambiamenti e le richieste prima che diventino un problema.
  • Cloud computing: l'integrazione del cloud computing nella supply chain porta scalabilità (per far fronte ai picchi della domanda), maggiore sicurezza e produttività, oltre a funzioni di automazione che possono ridurre ulteriormente i costi. Secondo Accenture, dopo il passaggio al cloud computing i dirigenti hanno registrato una diminuzione del 16% dei costi di esercizio lungo la supply chain.3
  • Intelligenza artificiale e apprendimento automatico: l'intelligenza artificiale (IA) consente ai produttori e ai loro clienti di reagire più rapidamente ai problemi dei fornitori, di monitorare la disponibilità delle materie prime e di gestire in modo appropriato la complessità burocratica del commercio transfrontaliero. Secondo la società di ricerca tecnologica Gartner, entro il 2025 oltre l'80% delle nuove applicazioni per la supply chain utilizzeranno in qualche modo l'intelligenza artificiale e la scienza dei dati.
  • Edge computing: questo sottoinsieme del cloud computing colloca la funzione di analisi dei dati nel luogo in cui questi vengono creati, riducendo al minimo i tempi di latenza per favorire risposte quasi in tempo reale. Poiché i dati non vengono spostati, anche la sicurezza è migliore. Dati più accurati possono aiutare le aziende a prevedere e gestire meglio i vari componenti della supply chain.
  • Sicurezza informatica: la criminalità informatica è in aumento e queste tecnologie possono aiutare gli OEM a difendersi attivamente dai ritardi legati alla criminalità, dalle violazioni dei dati e dalle perdite finanziarie. La supply chain è sia una ricca fonte di informazioni che una potenziale porta d'accesso ai sistemi finanziari, il che la rende un vettore di attacco critico. Le funzionalità della blockchain aumentano la sicurezza delle transazioni finanziarie e consentono agli OEM di tracciare i prodotti durante il loro passaggio lungo la supply chain.
  • Gemello digitale: i produttori possono creare un gemello digitale, una replica virtuale della supply chain. Grazie alla simulazione, è possibile testare eventuali cambiamenti prima di implementarli per massimizzare la capacità e/o ridurre al minimo i tempi di inattività.

Una supply chain predittiva e reattiva non è più qualcosa che è solo piacevole da avere: stabilisce chi avrà successo e chi no nel lungo periodo. Le recenti sfide, dal Covid-19 alle condizioni climatiche estreme, ci hanno spinto a diventare creativi su come gestire le nostre supply chain. Il percorso verso l'Impresa 4.0 e la supply chain intelligente trasformerà anche il modo in cui i partner fornitori collaborano e condividono le informazioni.

Riferimenti:

1: https://www.hfsresearch.com/research/industry-4-0-advancements-must-sync-with-business-transformation-for-success/

2: https://www.counterpointresearch.com/industry-4-0/

3: https://www.accenture.com/us-en/insights/supply-chain-operations/supply-chain-transformation-cloud

Informazioni su questo autore

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Hailey Lynne McKeefry is a freelance writer on the subject of supply chains, particularly in the context of the electronics components industry. Formerly editor-in-chief of EBN, “The Premier Online Community for Supply Chain Professionals”, Hailey has held various editorial contribution and leadership roles throughout her career, but as a Deacon she balances her work with her other passion: being a Chaplain and Bereavement Counsellor.

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